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A me mi piace il pop

La cultura pop ha davvero un significato e quale è il suo senso oggigiorno?

“Alcuni critici hanno detto che sono il Nulla in Persona e questo non ha aiutato per niente il mio senso dell’esistenza. Poi mi sono reso conto che la stessa esistenza non è nulla e mi sono sentito meglio.” ha detto Andy Warhol negli anni ’60.


Sento spesso molta aria di sufficienza nei confronti di qualsiasi cosa sia “Pop”, avverto molto snobismo intellettuale, molti atteggiamenti “radical chic” come se qualsiasi forma d’arte debba possedere necessariamente un carattere elitario, come se l’obiettivo dell’arte poi consistesse in un mantenimento dello status quo, come se dovessero usufruirne e goderne soltanto coloro che posseggono già gli strumenti.


Secondo il mio punto di vista invece l’arte e prima ancora la cultura, intesa nel suo senso originario di formazione degli individui ha il dovere primario e fondamentale di trasmettere la conoscenza a coloro che non la posseggono, di formarli quindi.

Secondo me proprio per tale ragione la cultura e l’arte dovrebbero utilizzare un linguaggio comprensibile, che possa essere quanto il più possibile semplice, che sia accattivante, che sappia vendersi insomma, non per far danaro ma perché la cultura e l’arte funzionano realmente e raggiungono il loro scopo soltanto se tante persone possono cambiare le proprie idee grazie ad essa, se tanti possono modificare le proprie categorie mentali, se tanti possono allargare la propria personale prospettiva individuale, l’arte e soprattutto la cultura secondo me funzionano bene quando rompono gli schemi.

Tuttavia per rompere gli schemi bisogna prima riuscire ad entrare, prima di sconvolgere è necessario poter penetrare, prima di scombussolare l’ordine prestabilito si deve poter essere accolti, e non si puo’ venire accolti bene se la cultura e l’arte non parlano chiaro, se non si fanno capire, se continuano ad essere enigmatiche per molti.


Per questo motivo l’arte insieme con la cultura pop per me avranno sempre questo grande merito e vantaggio: esse si fanno capire, esse simpatizzano per le masse, esse vogliono interagire con loro e non negano come fanno altre culture intrise di sovrastrutture il proprio carattere seduttivo.


Prima di chiederci allora se la cultura e l’arte pop non costituiscano uno strumento per assoggettare le masse e per renderle schiave perché non ci chiediamo come mai altre forme di arte e di cultura aborrono le masse? Perché non ci chiediamo come mai spesso la cultura diventi auto- referenziale e si rivolga alle stesse persone che la hanno prodotta oppure ad una ristretta cerchia?

Perché non ci chiediamo come mai la cultura diventi spesso uno specchio di rimando per la propria élite insomma?

Perché non ci chiediamo quindi quale sia la difficoltà dell’arte e della cultura di avvicinare anche chi dotto ed istruito non lo è invece di coltivare un atteggiamento ingiustamente schizzinoso?

E come mai, proprio la cultura e l’arte pop sono divenute da un po’ di tempo simbolo e sinonimo di trash, consumismo sfrenato, quindi spazzatura?

Non si tratterà anche in questo caso di una equiparazione un po’ forzata e approssimativa, ma soprattutto faziosa?


Non sarà che invece alla fine questo discorso a farlo sono molti intellettuali che non vedono di buon occhio questa cosa che le masse possano davvero acquisire gli strumenti?

Non sarà che si vuole come diceva Tommaso di Lampedusa nel “Gattopardo” che “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”?


Già, quindi forse proprio in questo aspetto risiede l’intimo carattere rivoluzionario della cultura pop, essa fosse fa paura, proprio perché ha empatia con il vulgus ed il vulgus risponde ad essa con empatia, forse la cultura pop è temuta perché anche se non si propone obiettivi qualitativi i sui risultati in termini quantitativi sono invece preponderanti e considerevoli.


La cultura e l’arte pop ossia riescono dove le altre non si sono mai proposte di arrivare oppure hanno fallito, centrano l’obiettivo del saper comunicare con le masse e questo loro aspetto peculiare lungi dal costituire un loro punto di debolezza ne rappresenta la grande forza: esse sanno comunicare, e lo sanno fare bene, si fanno capire, e piacciono per questo motivo, e fanno ciò senza negare di voler piacere soprattutto.

La cultura pop ha davvero un significato oggi e quale potrebbe essere il suo senso oggigiorno?
Come ha detto il grande Andy Wharol “Tutti gli scandali aiutano la pubblicità, perché non c’è migliore pubblicità della cattiva pubblicità.”


Quindi ben venga la cattiva pubblicità e la cattiva fama della cultura e dell’arte pop se esse oggi giorno perseguono l’obiettivo di istruire e di formare, laddove altri se ne sono volutamente disinteressati, ben venga il pop se esso si propone e continua la sua missione ed opera di inculturazione e di acculturazione delle masse…

E pop sia!

pop art

2 Risposte a “A me mi piace il pop”

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