La Cloe di Black Moor: un “fiore delicato”

Black moor

Black Moor è il romanzo d’esordio di Miriana Kuntz, pseudonimo della giornalista e redattrice napoletana Miriana Dell’Oioio, pubblicato da Edizioni Jolly Roger.

Il libro ha ottenuto un eccellente riscontro dalla critica, ricevendo anche il Premio Letterario Stefano Nonnis. Questo romanzo rappresenta un ritratto crudo e sincero di una generazione, affrontando con profondità i temi legati alla giovinezza e alla transizione verso l’età adulta.

Al centro della narrazione si trova Cloe, una diciannovenne che sperimenta un forte senso di inadeguatezza e vulnerabilità emotiva, sentendosi staccata dalla realtà circostante, come se si trovasse “in un acquario troppo stretto”.

Segnata già da importanti perdite e abbandoni, Cloe vive una quotidianità precaria a fianco di Davide, un rapporto, il loro, tenero ma tormentato, che rappresenta il bisogno disperato di appartenenza della ragazza.

Con uno stile diretto e viscerale, la storia esplora il disagio mentale, l’emarginazione, la pressione sociale e la solitudine, dando voce a chi si senta invisibile o fuori posto.

Il titolo fa riferimento nello specifico al Black Moor, il “pesce telescopico nero”: una metafora perfetta, questa, per la protagonista, che è una creatura dagli occhi grandi e sporgenti che osserva il mondo da una prospettiva unica ma ha bisogno anche di cure speciali per sopravvivere in un ambiente difficile.

Miriana Dell’Oioio è nata a Napoli nel 1993, scrive fin da bambina ed è giornalista pubblicista dal 2021. Collabora attivamente come redattrice e addetta stampa con varie realtà editoriali e culturali come Eroica Fenice, Ottiche Parallele Magazine e LibrOfficina.

Prima di questo romanzo, Miriana ha ricevuto diversi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali.

Il personaggio di Cloe, partorito dalla sua penna, il “pesciolino scuro” che diviene il simbolo dell’isolamento in una società rigida che non è capace di accogliere l’assenza di omologazione ma anzi, la rigetta e la rifiuta, ha un impatto profondo e credo che l’autrice non si sbagli ad affermare nell’introduzione che ci sia un po’ di Cloe in ognuno/a di noi.

Tutti/e noi si sono sentiti/e, infatti, almeno a mio avviso, una sorta di “Black Moor” in diversi momenti della propria vita. E personalmente devo dire anche che ho molto apprezzato l’assenza di retorica e la sincerità con cui vengono raccontati in questa suo primo ma già maturo “esperimento” dall’autrice stati esistenziali spesso trascurati nella maggior parte dei romanzi in circolo attualmente.

La storia del rapporto tra Cloe e sua madre, inoltre, mi ha particolarmente emozionata. Oltretutto, qui l’autrice, tra atmosfere volutamente grottesche e un pizzico underground,è riuscita a narrare in maniera assolutamente originale le storie quotidiane di amore, amicizia e marginalità, mi riferisco a quelle che coinvolgono tutti noi, nessuno/a escluso/a, nella nostra esistenza abituale.

La Cloe di Black Moor d’altra parte è un “fiore delicato”, ma molti non sono capaci di oltrepassare il suo steccato difensivo e si fermano all’apparenza, spaventati dalle sue spine e dalla sua bellezza inconsueta, senza riuscire ad andare oltre e a scoprirla davvero. Black Moor in fondo è una “storia di ordinario disagio” ed è raccontata in modo particolarmente convincente e potente. L’autrice ha definito questo primo lavoro come un “banco di prova“, lasciando sperare in un seguito. Consiglio questo libro a chi desidera leggere qualcosa di inusuale e non tema il “diverso” nella vita così come nella letteratura.

Recensione libro a cura di Clelia Moscariello

15,00€

Miriana Kuntz

Black Moor

Editore: ‎ Jolly Roger

Data di pubblicazione: ‎ 15 aprile 2026

Lunghezza stampa‏: ‎ 164 pagine

Link di acquisto su Amazon: https://www.amazon.it/Black-moor-Miriana-Kuntz/dp/B0GVGWRGX2

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