Per diventare una strega, nelle fiabe, bastavano qualche ruga, i capelli grigi, un naso pronunciato e un carattere poco incline alla gentilezza. Alle principesse spettavano la giovinezza e la bellezza, mentre alle donne anziane toccavano quasi sempre la solitudine, l’invidia e una certa cattiveria. Una distinzione che abbiamo imparato fin da bambini, senza soffermarci troppo su quanto fosse ingenerosa nei confronti di quelle donne che, semplicemente, avevano vissuto qualche anno in più.
Sarebbe bello poter dire che questo modo di pensare appartiene soltanto ai racconti del passato, eppure basta osservare come viene affrontato ancora oggi l’argomento della menopausa per accorgersi che certi pregiudizi hanno cambiato abito, senza scomparire del tutto.
Maria Teresa De Donato, autrice di MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita: Prepararsi per godere appieno degli anni della perimenopausa, menopausa e post-menopausa, ha scelto di affrontare l’argomento partendo da una convinzione che meriterebbe maggiore spazio nelle conversazioni tra donne: perché dovremmo considerare la fine dell’età fertile come l’inizio della nostra decadenza?
La domanda riguarda certamente la salute, ma coinvolge anche il modo in cui siamo state abituate a giudicare il corpo femminile, attribuendogli una sorta di data di scadenza che, curiosamente, non sembra riguardare quello maschile con la stessa severità.
Nel suo libro, De Donato, Dottoressa in Salute Olistica, si rivolge alle donne che si preparano alla menopausa, a quelle che la stanno attraversando e a chi ha già superato questa fase, proponendo di affrontare i cambiamenti con una maggiore attenzione all’alimentazione, alle abitudini quotidiane e alla qualità della propria esistenza.
L’intento dichiarato dall’autrice è incoraggiare le lettrici a vivere questi anni senza considerarli una parentesi spiacevole da sopportare, restituendo importanza anche alla soddisfazione emotiva e sessuale, due aspetti che troppo spesso vengono lasciati fuori dalle conversazioni sulla maturità femminile.
Del resto, chi ha stabilito che una donna in menopausa debba rinunciare a sentirsi bella, desiderabile o piena di energia?
Le modificazioni ormonali possono portare disturbi anche importanti, e sarebbe superficiale sostenere che basti mangiare bene o fare movimento per risolverli tutti. Tuttavia, la menopausa non impedisce di mantenere una buona condizione fisica, di allenarsi, di prendersi cura del proprio aspetto e di conservare una vita intima soddisfacente, eventualmente ricorrendo a un’assistenza sanitaria adeguata quando i sintomi lo richiedono.
Forse dovremmo domandarci perché una donna che continua a curarsi dopo i cinquant’anni venga talvolta guardata come qualcuno che cerca disperatamente di trattenere la giovinezza, mentre un uomo della stessa età può essere considerato affascinante proprio grazie ai segni che il tempo ha lasciato sul suo viso.
Sono contraddizioni che resistono nelle battute, nella pubblicità e perfino nei complimenti, quando sentirsi dire che non si dimostra la propria età diventa quasi più gratificante del sentirsi riconoscere una bellezza che non ha bisogno di nascondere gli anni.
Il libro di Maria Teresa De Donato si inserisce in questo discorso con un titolo che, già da solo, contraddice parecchie convinzioni: I migliori anni della mia vita. Non quelli ormai trascorsi, dunque, né quelli da rimpiangere davanti a una fotografia di vent’anni prima, bensì quelli che una donna può ancora vivere dedicando attenzione alla salute, ai propri desideri e a ciò che la rende soddisfatta.
L’espressione non deve diventare un’altra aspettativa da rispettare a tutti i costi, perché nessuna donna è tenuta a dimostrare che la menopausa sia meravigliosa, così come nessuna dovrebbe vergognarsi di affrontarla con fatica. La possibilità di vivere bene questo periodo comprende anche il diritto di riconoscere i propri disagi e cercare le soluzioni più adatte alla propria situazione.
Quello che De Donato propone, attraverso la presentazione della sua opera, è soprattutto di non partire sconfitte, come se il corpo avesse già deciso da solo quale dovesse essere il nostro futuro.
E allora lasciamo pure alle streghe delle fiabe il loro naso adunco, la scopa e le pozioni misteriose, ricordandoci però che quelle caricature raccontano molto più dei pregiudizi di chi le ha inventate che delle donne mature.
Una donna in menopausa può essere sportiva, elegante, sensuale, innamorata, curiosa, oppure semplicemente soddisfatta della persona che è diventata, senza dover dimostrare a nessuno di possedere ancora le qualità che la società continua ad associare alla giovinezza.
Con MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita, Maria Teresa De Donato invita proprio a prendere sul serio questa possibilità, perché prepararsi alla maturità significa anche imparare a non guardarsi attraverso gli occhi di chi ha già deciso, senza conoscerci, che la parte migliore della nostra vita sia finita.
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