Halloween e il fascino della paura: perché amiamo le storie che ci inquietano?

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Scivolo ha la villa a disposizione, i genitori sono lontani e Panda sta tornando da Dublino dopo un semestre Erasmus. L’occasione sembra perfetta per organizzare una festa e riunire gli amici con cui trascorreva le estati da bambina, anche se sono passati diversi anni da quando la compagnia ha smesso di frequentarsi. Il problema è che nessuno ha dimenticato Acqua, il ragazzo più grande del gruppo, morto suicida, e ritrovarsi significa anche affrontare qualcosa che ciascuno ha cercato di lasciarsi alle spalle.

Lorenzo Zucchi ha scelto questa rimpatriata per ambientare I film belli li danno solo di notte, romanzo pubblicato da Edizioni Underground? nel 2024, nel quale una storia di amicizie complicate si sviluppa attraverso elementi thriller, horror e sentimentali. La vicenda si svolge nella provincia parmense di circa vent’anni fa, tra ragazzi che stanno entrando nell’età adulta e che, nonostante abbiano conservato i soprannomi dell’infanzia, hanno ormai ben poco in comune.

Con Halloween alle porte, il romanzo offre uno spunto interessante per parlare del nostro rapporto con le storie inquietanti. Che cosa ci spinge a cercare volontariamente quella paura dalla quale, in circostanze normali, vorremmo tenerci lontani? Una parte del piacere sta certamente nella curiosità di scoprire che cosa accadrà, ma conta anche il coinvolgimento personale. Quando conosciamo abbastanza bene i protagonisti da immaginare come potrebbero reagire, iniziamo a preoccuparci delle loro decisioni e a osservare con maggiore attenzione comportamenti che inizialmente ci sembravano insignificanti.

Zucchi costruisce la sua storia intorno a personaggi che hanno motivi diversi per guardare al passato con nostalgia, disagio o rimpianto. Scivolo, la più giovane della compagnia, vorrebbe recuperare l’amicizia perduta, mentre gli altri si trovano ad affrontare problemi familiari, sentimentali e personali che rendono complicato anche il semplice tentativo di stare nuovamente insieme. Il loro incontro nasce da un desiderio comprensibile, perché difficilmente si rinuncia senza qualche rimpianto alle persone con cui si è condivisa una parte importante della propria infanzia.

Durante una presentazione alla Libreria Salvemini di Firenze, lo scrittore ha spiegato che i soprannomi dei protagonisti custodiscono il ricordo della loro amicizia e, contemporaneamente, raccontano qualcosa delle rispettive personalità. Cemento è il più concreto, Nuvola è rimasto maggiormente legato all’infanzia e Scivolo tende a cambiare facilmente idea. Sono caratteristiche che acquistano significato attraverso le esperienze dei ragazzi, alle prese con aspettative familiari, difficoltà nei rapporti affettivi e preoccupazioni per il futuro.

Nelle storie di paura, la conoscenza dei personaggi ha un peso importante. Una situazione misteriosa può incuriosirci, ma sapere chi potrebbe subirne le conseguenze rende tutto molto più coinvolgente. Pensiamo a quei film nei quali qualcuno decide di allontanarsi dal gruppo oppure si fida della persona sbagliata: mentre guardiamo, cominciamo a immaginare quello che potrebbe succedere e vorremmo quasi intervenire. Con un romanzo accade qualcosa di simile, perché ogni nuova informazione può modificare le nostre aspettative e farci riconsiderare ciò che avevamo creduto fino a quel momento.

Nel libro di Zucchi questa curiosità si accompagna al desiderio di capire come sia possibile che una compagnia un tempo inseparabile sia arrivata a una distanza tanto grande. Il suicidio di Acqua ha segnato tutti, ma le conseguenze di quella morte si sono intrecciate alle esperienze personali dei ragazzi, che nel frattempo hanno preso strade differenti. Per Scivolo organizzare la festa significa concedere un’altra possibilità alla loro amicizia, anche se nessuno può sapere in anticipo come andrà una serata tra persone che hanno smesso di capirsi.

L’autore ha raccontato, in un’intervista a Sensi del Viaggio, di aver voluto affrontare anche il peso del giudizio degli altri, la dipendenza affettiva e le difficoltà nei rapporti tra genitori e figli. Sono argomenti che appartengono alla vita dei protagonisti e che spiegano perché il romanzo non si esaurisca nella componente horror. Dietro la festa e il mistero ci sono ragazzi che devono prendere decisioni, convivere con le proprie insicurezze e cercare una direzione per il futuro, mentre l’incontro con i vecchi amici riporta in primo piano una parte della loro storia.

La curiosità suscitata dai thriller, del resto, funziona anche quando il pericolo ha un’origine perfettamente umana. Un comportamento ambiguo, una confidenza taciuta troppo a lungo o una reazione imprevedibile possono creare disagio perché ci ricordano quanto sia difficile conoscere davvero le persone. Nei racconti possiamo seguire queste situazioni fino alle conseguenze più estreme, cercando di comprendere le intenzioni dei personaggi e, quando la trama lo permette, mettendo alla prova le nostre intuizioni.

È un piacere particolare, che può convivere con la tensione e persino con il desiderio di interrompere la lettura nei momenti più inquietanti. Sappiamo che gli avvenimenti appartengono alla finzione e possiamo scegliere quando chiudere il libro, ma questo non ci impedisce di interessarci sinceramente alla sorte dei protagonisti. Anzi, proprio la possibilità di osservare da una posizione sicura vicende che nella realtà ci metterebbero a disagio rende il thriller un genere apprezzato da lettori molto diversi.

I film belli li danno solo di notte si svolge durante l’estate, lontano dalle atmosfere autunnali solitamente associate a Halloween, e richiama anche il cinema horror dedicato ai giovani. La festa nella villa di Scivolo, le tensioni tra gli invitati e il ricordo di Acqua offrono a Zucchi il materiale per raccontare una generazione attraverso una vicenda che promette mistero e inquietudine, lasciando spazio alle fragilità dei singoli personaggi.

Per chi ama dedicare le serate di ottobre a libri capaci di suscitare qualche brivido, il romanzo rappresenta dunque una possibilità da considerare, soprattutto se oltre alla suspense si cercano storie di amicizia e rapporti umani difficili. La festa organizzata da Scivolo dovrebbe permettere a sette ragazzi di tornare insieme almeno per una notte, ma ciascuno arriva con una vita diversa da quella che gli altri ricordano. E chi ha perso i contatti con un vecchio amico sa quanto possa essere difficile ritrovare la confidenza di un tempo, anche quando il desiderio di riuscirci è sincero.

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