Il contratto. La danza del potere, di Chiara Domeniconi- Edito da SBS edizioni

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Ci sono scelte che non nascono dal desiderio, ma dalla stanchezza. Non sono slanci, ma cedimenti silenziosi. È da qui che prende forma Il contratto di Chiara Domeniconi, un romanzo che affonda nel territorio ambiguo dove la libertà smette di essere un diritto e diventa qualcosa che si rischia di perdere senza accorgersene.

Paola è una ballerina affermata, abituata a vivere sotto lo sguardo degli altri, a trasformare il proprio corpo in linguaggio, disciplina, bellezza. Il palcoscenico è il suo spazio naturale, ma anche il luogo in cui, lentamente, qualcosa si incrina. Quando riceve una proposta inattesa, esclusiva, quasi irreale, non si trova davvero davanti a una scelta lucida. Piuttosto, intercetta una via di fuga. L’offerta di esibirsi per un enigmatico sultano, Abdalla-El-Rashid, appare come una possibilità di evasione da un periodo complesso, un’occasione per sottrarsi a una realtà che ha smesso di appartenerle.

L’arrivo nella cosiddetta Città Dorata segna il passaggio da una dimensione conosciuta a una realtà sospesa, dove il lusso non è semplice cornice ma strumento di controllo. In questo spazio raffinato e opaco, tutto sembra regolato da equilibri invisibili. La bellezza perde la sua innocenza artistica e si trasforma in valore, in moneta, in leva. Paola si ritrova così immersa in un sistema che non impone con la forza, ma seduce, avvolge, ridefinisce lentamente i confini tra scelta e costrizione.

Chiara Domeniconi costruisce una narrazione che lavora in profondità, evitando ogni spettacolarizzazione e puntando invece sull’introspezione. Il vero movimento del romanzo non è esterno, ma interiore. È nella percezione della protagonista che si gioca la tensione più forte: nel modo in cui interpreta ciò che le accade, nel modo in cui giustifica, accetta, resiste. Il lettore è chiamato a condividere questo slittamento progressivo, questa zona grigia in cui diventa difficile distinguere tra volontà e condizionamento.

I temi che attraversano l’opera emergono con naturalezza e senza forzature. La libertà non è mai data per scontata, ma interrogata, messa alla prova, contrattata. L’identità si rivela fragile, esposta alle influenze esterne, modellata da contesti che possono esaltarla o svuotarla. La seduzione non è solo attrazione, ma linguaggio di potere, strumento sottile attraverso cui si costruiscono dipendenze. E il riscatto personale, quando arriva, non ha nulla di immediato o consolatorio: è il risultato di una presa di coscienza che passa attraverso la perdita.

La scrittura di Domeniconi riflette un percorso autoriale consapevole. Formata alla Scuola Holden e attiva da anni nel panorama editoriale, l’autrice porta sulla pagina uno stile diretto, incisivo, capace di mantenere equilibrio tra tensione narrativa e profondità emotiva. Non cerca effetti facili, ma costruisce un racconto che resta, proprio perché non offre risposte semplici.

Il contratto si rivolge a chi cerca una narrativa contemporanea che non si limiti a intrattenere, ma che apra spazi di riflessione. È un romanzo che interroga il lettore, che lo costringe a fermarsi su una domanda scomoda e universale: quanto delle nostre scelte è davvero libero, e quanto invece è già stato scritto da ciò che desideriamo, temiamo o crediamo di meritare.

SBS Edizioni sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino al Padiglione 2, stand M122 e con un secondo punto espositivo nel collettivo CNA Editoria, sempre al Padiglione 2, stand H27.

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